martedì 30 novembre 2021

Maurizio Gnola Glielmo

Beggars And Liars è uno di quei dischi che ti si incolla addosso al primo ascolto e non ti molla più: dopo una lunghissima carriera con il premiato marchio della Gnola Blues Band, Maurizio Glielmo cambia tutto, ma come succede nei migliori casi, senza sfiorare nulla. C’è un’interpretazione di Baby’s Gonna Kick di John Hiatt (particolarmente amato da Gnola) e una ballata che viene dallo stesso  vocabolario, Something Is Changing, ma l’influenza più appariscente è, un po’ a sorpresa, quella di J. J. Cale e non solo per il sound accattivante di Judgement Day, ma proprio per quell’attitudine artigianale a colorire e a rifinire le canzoni come se fossero piccoli e raffinati gioielli. Lo sono, sì, eccome, basta ascoltare I Got Hurt, con la partecipazione del (grande) songwriter che l’ha composta, Edward Abbiati, ed è così che il primo, vero disco solista di Maurizio Gnola Glielmo si trasforma nel lavoro di una rock’n’roll band, persino allargata ai compagni di scrittura e di baldoria (all’appello risponde anche Jimmy Ragazzon, per gentile concessione dei Mandolin’ Brothers). Ma l’impressione, peraltro già affiorata in Down The Line, è piuttosto quella di scostarsi un attimo dall’etichetta del blues, per aprirsi a tutte le possibilità, pur mantenendo salde le radici originali che Beggars And Liars lascia filtrare qui e là con coerenza e rispetto e se non vi emozionate con la versione di You Left The Water Running ripescata dal meraviglioso songbook di Dan Penn, avete un problema con il cuore che nessun cardiologo può risolvere. 

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