mercoledì 28 maggio 2014

The Boogie Ramblers

Una vocazione totale, incondizionata, dichiarata per il più puro e semplice rock’n’roll, quello che prende forma con Chuck Berry e arriva fino a pub londinesi dei Dr. Feelgood e dei Nine Below Zero: si potrebbe dire che Let It Rock! contiene già tutto nel suo titolo perché i Boogie Ramblers macinano accordi e ritmo con la sfrenata energia di una locomotiva in corsa, senza perdere un briciolo dell’entusiasmo degli appassionati. Non si inventano nulla, a parte un Harp Attack micidiale (e che non ha bisogno di traduzione), e pescano a piene mani nel repertorio del principale ispiratore che lo è dei Boogie Ramblers come lo è stato degli Stones (Come On). Alle proprietà strumentali e alle tonnellate di feeling, i Boogie Ramblers aggiungono anche il gusto raffinato e generoso di chi è capace di andare a riscoprire anche il songbook di un piccolo, grande loser del rock’n’roll, Ben Vaughn, di cui rileggono I Dig Your Wig e Dressed In Black, che era anche il titolo del suo disco migliore. Ottimi e abbondanti su tutti i fronti, i Boogie Ramblers sono una splendida realtà del rock’n’roll nella provincia italiana e come ha detto lo stesso Chuck Berry hanno un gusto e un senso per quello che suonano “semplicemente eccellenti”. E’ consigliato l’ascolto ad alto volume, non sono previste controindicazioni di sorta se non una piacevole euforia, specie se accompagnate l’ascolto di Let It Rock! con un paio di birre, che ci stanno tutte. (Eddie Spinazzi)

1 commento:

  1. Ciao Eddie, grazie molte per questa bella recensione!
    Geno B. Goode

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