mercoledì 2 ottobre 2013

Three Seconds To Stop

Pescando in trascorsi musicali che riemergono con prepotenza, una certa predisposizione ai riff chitarristici, una ritmica serrata e monolitica, i Three Seconds To Stop alias 2TS hanno collimato con Stolen Moments una forma sonora ombrosa attorno a canzoni che hanno tutto un loro fascino. Echi di Cure, Smiths (il falsetto di Please Tell Me More), delle sfumature più cupe dei R.E.M. (Lovey Dovey sembra uscire da Document), dello Sturm und Drang sonoro dei Rage Against The Machine o degli Smashing Pumpkins (Sketches Of Pain su tutte), qualche variazione ritmica degna dei Red Hot Chili Peppers costituiscono l’essenza primordiale del suono dei 2TS, a cui la produzione di Evasio Muraro, cooptato in occasione della gestazione di Stolen Moments, ha aggiunto qualche dettaglio sonoro in più nelle chitarre acustiche e nell’evoluzione armonica delle canzoni. Singolare, da questo punto di vista, l’apporto nella stessa Stolen Moments, forse il punto più coraggioso raggiunto dai 2TS alla ricerca di una sintesi delle numerose ed evidenti influenze di cui sono composti: un convinto sovrapporsi di chitarre, che si muovono secondo percorsi ondeggianti tra il tagliente e l’accomodante, voci, con una batteria tambureggiante alle spalle a disegnare un paesaggio non dissimile da molte variazioni degli U2 e del loro produttore preferito, Daniel Lanois. Sound essenziale, ipnotico, indefinito e suggestivo almeno quanto l’artwork della copertina, quanto mai appropriato. (Eddie Spinazzi)

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